Contenuto principale

Messaggio di avviso

CTI: descrizione

Il Centro Territoriale per l'Inclusione di Verdellino

 

 copertina volantino

 

AZIONI

SEDE

PROFILI PROFESSIONALI CHE CONFLUISCONO NEL CTI

DIREZIONE E COORDINAMENTO

COMPITI DEL GRUPPO DI GESTIONE

ISTITUTI ADERENTI ALLA RETE DEL CTI DI VERDELLINO

 

 

 

Il CTI di Verdellino (attraverso l’équipe professionale) avrà la funzione di promuovere la diffusione di una cultura dell’educazione inclusiva e di strumenti efficaci per la sua realizzazione.
CTI VerdellinoIn linea con il progetto provinciale e con le indicazioni e gli indirizzi in esso contenuti, il CTI di Verdellino si propone di sostenere azioni strategiche finalizzate ad incrementare, anno per anno, il grado di inclusività delle scuole del Piano di Zona di Dalmine.
Tra le azioni previste si collocano

  • il coordinamento a livello territoriale delle azioni intraprese dagli Istituti della rete locale in termini qualitativi e quantitativi per migliorarne il livello di inclusività;
  • azioni di raccordo tra CTS provinciale e GLI dei singoli istituti;
  • azioni per accrescere la consapevolezza e sensibilizzare la comunità di educatori e di utenti (studenti e famiglie) degli istituti della Rete sulla centralità e trasversalità dei processi inclusivi in relazione alla qualità dei risultati educativi;
  • azioni per favorire una riflessione sulle modalità organizzative e metodologico-didattiche con l’obiettivo di formare e sviluppare competenze di automonitoraggio sull’efficacia dell’azione didattica in termini inclusivi;
  • azioni di sostegno pedagogico ai docenti in relazione alle differenti tipologie di bisogni educativi speciali degli studenti e alle conseguente scelta delle metodologie didattiche più efficaci;
  • azioni per implementare strategie educative e metodologico-didattiche in modo da ridurre e superare le difficoltà legate allo svantaggio socio-economico, linguistico e culturale (ad es. studenti con cittadinanza non italiana, borderline ecc.), i disturbi specifici dell’apprendimento e la disabilità;
  • azioni per sostenere gli istituti della rete attraverso percorsi di formazione e attività di ricerca-azione per l’applicazione di strategie e modelli didattici innovativi che siano funzionali ai diversi bisogni rilevati negli istituti;
  • azioni per rendere sistemiche le collaborazioni con gli enti locali del territorio, l’Ufficio del Piano di Zona, le ASL, le Università per l'attuazione e la verifica degli accordi di programma e altre iniziative inerenti l'integrazione di alunni con bisogni educativi speciali;
  • azioni per coinvolgere altri gruppi istituzionali che lavorano nel sociale (associazioni, cooperative, fondazioni, ecc.);
  • azioni per promuovere e organizzare iniziative di formazione permanente per il personale (docenti e ATA) e l'utenza (genitori);
  • azioni per prevenire e contrastare l'insuccesso, l'abbandono scolastico e formativo e i fenomeni di bullismo

torna al sommario

SEDE

La sede del costituendo CTI è fissata presso l’Istituto Comprensivo di Verdellino, scuola primaria di Zingonia, Largo Cartesio 1 - loc. Zingonia, in continuità con il servizio finora erogato sia dallo Sportello-Scuola per l’integrazione degli alunni con cittadinanza non italiana che dal CTRH.
Presso la sede è disponibile anche la biblioteca di entrambi gli sportelli.

 torna al sommario

PROFILI PROFESSIONALI CHE CONFLUISCONO NEL CTI

Gli operatori del CTI si proporranno, attraverso le varie tipologie di attività descritte sopra, di supportare i docenti, anche attraverso opportuni sostegni formativi, nella pratica didattica inclusiva rivolta a tutte le tipologie di studenti con bisogni educativi speciali (e non solo) presenti nella variegata realtà di classi per i quali, la didattica tradizionale, da sola, non è in grado di promuovere il raggiungimento del successo formativo.

 torna al sommario

DIREZIONE E COORDINAMENTO

La gestione del CTI è affidata a un Dirigente scolastico (capofila) individuato dal coordinamento territoriale dei Dirigenti scolastici degli Istituti che hanno sottoscritto il presente protocollo, affiancato da un gruppo di gestione composto da

  • un dirigente scolastico di un Istituto Comprensivo
  • un dirigente scolastico di un istituto secondario di secondo grado
  • il DSGA dell’Istituto capofila di rete
  • il docente coordinatore del CTI

Ogni anno nella progettazione del piano d’azione si valuterà l’opportunità di ridefinire la costituzione della Direzione e del Coordinamento.

 torna al sommario

COMPITI DEL GRUPPO DI GESTIONE

  1. Programmazione delle attività annuali
  2. Promozione di iniziative di informazione e formazione
  3. Monitoraggi e verifiche sulle azioni intraprese
  4. Valutazione dei servizi alle scuole
  5. Contatti con le altre Istituzioni territoriali
  6. Rendicontazione economica

 torna al sommario

Istituti aderenti alla Rete del CTI di Verdellino

Piano di Zona 2 di Dalmine

IC Azzano San Paolo
IC Ciserano
IC Curno
IC “Carducci” Dalmine
IC “Moro” Dalmine
IC Osio Sopra
IC Osio Sotto
IC Stezzano
IC Treviolo
IC Urgnano
IC Verdello
IC Verdellino
IC Zanica
ISIS “L. Einaudi” Dalmine
 IIS "G. Marconi" Dalmine
ENAIP Dalmine 
UDP Dalmine

 torna al sommario

 

Copertina CTI

Scarica il protocollo d'intesa 2014/2017

 

 

 

Il Centro Territoriale per l'Inclusione di Verdellino nasce dal progetto coordinato dall'Ufficio Scolastico Provinciale di Bergamo, attraverso un processo di riorganizzazione gestionale delle esperienze pregresse espresse dal CTRH e dallo Sportello Scuola per l'integrazione degli alunni non italiani. Riportiamo le linee guida condivise a livello provinciale e alle quale fa riferimento il nuovo CTI di Verdellino.

Sommario

Riferimenti teorici
Il contesto

L'organizzazione territoriale - governance

 

Riferimenti teorici

Il termine integrazione, così come fino ad oggi è stato utilizzato nel linguaggio scolastico e normativo, indica un reciproco accomodamento dell'allievo e del contesto, attraverso la ristrutturazione dell'organizzazione scolastica e delle modalità d'insegnamento, tanto da offrire a ciascuno studente la giusta risposta formativa. Questa significato del termine integrazione è comparabile a quello di inclusione, richiamato dai documenti nazionali ed internazionali, con il quale appunto si vuole sottolineare il processo di modificazione del contesto e delle persone secondo una logica co-evolutiva.

In riferimento a quanto sopra dichiarato nel documento che segue i termini integrazione e inclusione verranno utilizzati indifferentemente.

L'idea di inclusione a cui facciamo riferimento è quella mutuata dai documenti internazionali, Ginevra 2008, in cui si legge "l'educazione inclusiva è un processo continuo che mira ad offrire educazione di qualità per tutti rispettando diversità e differenti bisogni e abilità, caratteristiche e aspettative educative degli studenti e delle comunità, evitando ogni forma di discriminazione" e dal Dakar Framework for Action che all'art. 1 stabilisce "... Ogni persona deve poter fruire di. opportunità educative specificamente strutturate per incontrare i propri basi/ari bisogni di educazione. Questi bisogni comprendono i contenuti essenziali dell'apprendimento, gli strumenti della conoscenza, le competenze, i valori, e lo sviluppo delle attitudini, cioè quanto richiesto ad un essere umano per sopravvivere, vivere e lavorare dignitosamente, partecipare allo sviluppo, migliorare la qualità della propria vita, prendere decisioni informate, continuare ad apprendere ...”

In particolare si adotta l'idea che nei sistemi educativi e formativi "includere" significa rimuovere ogni barriera agli apprendimenti e alla partecipazione superando la logica e la pratica dei "bisogni educativi speciali".

Una scuola pertanto è inclusiva quando è in grado di accogliere le diversità/differenze e di costruire percorsi individualizzati e personalizzati capaci di portare ciascun allievo, dati i livelli di partenza, al massimo livello possibile di formazione.

La Direttiva emanata dal MIUR il 27/12/2012 denominata "Strumenti di intervento per alunni con BES e organizzazione territoriale per l'inclusione scolastica" e la successiva C.M n.8 del 6 marzo 2013 ribadiscono il concetto che la scuola è per tutti e per ciascuno e conseguentemente la necessità di potenziare la cultura dell'inclusione nelle scuole.

Da ciò scaturisce che la finalità delle istituzioni scolastiche consiste nella realizzazione del diritto all'apprendimento per tutti gli studenti anche per coloro che si trovano in situazione di difficoltà;consapevoli che la discriminante tradizionale alunni con disabilità/alunni senza disabilità non rispecchia pienamente la complessa realtà delle nostre classi, è opportuno ridefinire il tradizionale approccio all'integrazione scolastica estendendo il campo di intervento e di responsabilità di tutta la comunità educante a tutta l'area dei BES.

L'obiettivo della scuola non può più essere solo quello di inseguire lo sviluppo di singole tecniche e competenze, piuttosto, è quello di realizzare percorsi formativi sempre più rispondenti alle inclinazioni personali degli studenti, nella prospettiva di valorizzare gli aspetti peculiari della personalità di ognuno. Da qui la necessità di personalizzare i percorsi di apprendimento, così come indicato nella Legge 53/2003 e nei documenti ministeriali direttiva 27 dicembre 2012 e CM n.8 del 6 marzo 2013.

 torna al sommario

Il contesto

Per la Scuola bergamasca, l'integrazione è sempre stata un punto fermo, per il quale, si è impegnata facendo crescere negli operatori scolastici e nel contesto sociale più ampio la convinzione che la scuola deve essere un servizio formativo "per tutti e per ciascuno".

Nella nostra provincia, nel corso degli anni, sono nate e cresciute esperienze importanti, che hanno cercato di garantire agli studenti più fragili, positive opportunità di crescita, assumendo come principio l'idea che debba essere la scuola ad "adattarsi" all'alunno, e non viceversa, in una dimensione di flessibilità didattica e organizzativa rispettosa delle peculiarità dei singoli alunni.

Per sostenere l'integrazione scolastica degli alunni disabili, DSA e stranieri l'Ufficio scolastico territoriale ha dato vita a reti di scuole, ognuna delle quali si è occupata di una specifica tematica. AI riguardo sono sorti 11 sportelli scuola-stranieri, 7 equipe di consulenza per gli alunni disabili, che successivamente sono state inglobate nei 7 CTRH e il CST che ha offerto supporto e assistenza alle scuole e ai singoli docenti ed educatori, sull'uso degli strumenti informatici. E' necessario ricordare che con l'istituzione dei CTRH (coincidenti con gli ambiti territoriali) i servizi che sono confluiti presso questi centri sono quelli relativi all'equipe di consulenza e al centro di documentazione e ricerca (DAI). Mentre il CST (Centro di supporto delle tecnologie/Polo informatico) ha mantenuto, fino ad oggi, la sua specificità di sostegno alle scuole per le tecnologie informatiche, ed ha inglobato il CIDAD (centro per l'integrazione degli alunni dislessici).

In particolare, sul territorio bergamasco, le reti degli Sportelli scuola-stranieri e dei CTRH costituiscono le risorse territoriali fondamentali a supporto del processo di inclusione e rappresentano la base per la riorganizzazione territoriale verso i CTI.

 torna al sommario

L'organizzazione territoriale - governance

In continuità con l'esperienza maturata nel territorio bergamasco, nella prospettiva di dare attuazione ai nuovi dettami normativi che conducono alla realizzazione di una scuola inclusiva, assume valore strategico la riorganizzazione territoriale per la governance.

E' importante sottolineare che la tenuta dell'azione di sistema provinciale, a sostegno del potenziamento della cultura dell'inclusione scolastica, è sempre stata garantita dall'Ufficio scolastico territoriale attraverso il lavoro di coordinamento dei referenti degli sportelli scuola¬alunni stranieri, dei CTRH e del CTS.

La direttiva ministeriale del 27 dicembre 2012 rafforza l'azione dei CTS e in alcuni passaggi ne sovrappone le competenze con quelle dell'Ufficio scolastico territoriale.

Si sottolinea che il CTS della nostra provincia (ex CST) ha avuto e continua ad avere esclusivamente un'azione di supporto alle scuole per l'utilizzo delle tecnologie informatiche assistite, la gestione e il comodato d'uso degli ausili a favore degli alunni disabili. La scuola sede del CTS è l'Istituto Comprensivo Muzio che gestisce le risorse finanziarie per le nuove tecnologie per la disabilità, per i DSA e per l'organizzazione del centro. AI fine di evitare inefficaci ed inefficienti sovrapposizioni è stato deciso a livello locale di attribuire il ruolo di referente provinciale per l'inclusione ad un'unica figura di riferimento operante presso l'Ufficio scolastico territoriale.

Le funzioni del referente provinciale consistono nel raccordo interistituzionale con la Prefettura, la Provincia, i Comuni, i Servizi Sanitari, le Associazioni, i Centri di Ricerca Formazione Documentazione, le Università, con compiti di consulenza, formazione, monitoraggio, raccolta di buone pratiche, nel rispetto delle strategie generali definite a livello regionale dall'USR per la Lombardia dal GLIR e dal tavolo regionale dei dirigenti scolastici per i BES e a livello provinciale dal GLIP.

I principali ambiti di intervento sono pertanto riconducibili a:

  • Coordinamento del piano di formazione provinciale.
  • Raccolta e diffusione di buone pratiche
  • Ricerca e sperimentazione
  • Definizione dell'organico di sostegno

Tali azioni sono svolte anche con la collaborazione del GLH provinciale.

Il referente provinciale per l'inclusione, inoltre, coordinerà la rete dei CTI (ex CTRH e Sportelli Scuola Stranieri) che ogni ambito territoriale ha provveduto ad istituire con un protocollo d'intesa che ne definisce il ruolo, le competenze e le modalità di raccordo con il livello provinciale e il livello di singola istituzione scolastica e di rete:

I CTI avranno anche il compito di valorizzare le risorse professionali di cui le scuole dispongono e che confluiscono nel GLI (gruppo di lavoro per l'inclusione).

torna al sommario