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Produzioni didattiche

Vi presentiamo il videocorso di storia contemporanea realizzato dalla classe Terza B dell’Istituto Comprensivo di Verdellino: giovani aspiranti youtubers, per un intero anno scolastico, hanno prodotto presentazioni multimediali e registrato video che illustrano i momenti più importanti della storia contemporanea.

 

 

Allegati:
Scarica questo file (introduzione corso di storia.pdf)Videocorso di storia465 kB

Pubblichiamo i file in formato pdf ed epub relativi all'eBook realizzato dagli studenti delle classi prime nell'ambito dei "compiti autentici" sull'Antica Roma, curato dal prof. Stefano Rozzoni.

 

Zingonia ha visto cose che voi umani non potreste immaginarvi

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La cosa importante nella buona fantascienza, quella che produce la fantascienza destinata a durare, è il modo in cui essa ci parla del nostro presente. Cos'è che adesso ci dice? E, ancora più importante, cosa ci dirà sempre?
Neil Gaiman


Anche quest'anno la classe Terza B per non deludere le aspettative dei propri lettori si è cimentata in un percorso di scrittura creativa dal titolo "Zingonia ha visto cose che voi umani non potreste immaginarvi".
Attraverso una serie di istruzioni fornite dall'insegnante (per la verità non eccessivamente vincolanti, in modo da non imbrigliare l'estro creativo dei nostri giovani scrittori), gli alunni, divisi in gruppi, hanno creato alcuni racconti di fantascienza ampi, curati, articolati e ben strutturati.
La nostra scelta è ricaduta su questo genere letterario per almeno due motivi.
Il primo motivo, di ordine un pò tristemente didattico, è legato alla programmazione: le indicazioni nazionali prevedono che il genere venga affrontato in terza media e così, ligi al dovere, ci siamo occupati di questo argomento fin dall'inizio dell'anno.

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Il secondo motivo è invece legato alla psicologia dello sviluppo: quando le serrande delle finestre della scuola cominciano a sembrare sbarre e gli insegnanti, nonostante i loro modi pacati e amorevoli, somigliano sempre di più a delle guardie carcerarie, nasce inevitabilmente l'esigenza di un pò di letteratura di evasione (se non di una vera e propria fuga o di un teletrasporto, per rimanere in tema).
E allora cosa c'è di meglio di un genere letterario, come la fantascienza, che ti permette di viaggiare liberamente nel tempo e nello spazio, lasciandoti alle spalle gli ambienti angusti e grigi della classe, dimenticando le beghe meschine con i compagni (di sventura) e gli sguardi vigili e persecutori dei (cattivi) maestri? La fantascienza, così, ci ricorda che divertirsi significa letteralmente volgere gli occhi da un'altra parte, guardare oltre la miseria del qui ed ora.

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Faremmo però un torto alla fantascienza considerandola, semplicemente, un genere di evasione. Come ci ricorda la citazione collocata in apertura, essa ci permette di immaginare mondi lontani, di superare molti degli opprimenti limiti tecnologici che caratterizzano la nostra civiltà, ma allo stesso tempo ci aiuta a riflettere sul nostro presente, sui rischi di involuzione delle società democratiche, sulla possibilità di un collasso ecologico del pianeta. Quando poi la fantascienza ci parla di alieni, di robot, di androidi, di cyborg e mutanti, lo fa sempre per stabilire un confronto con noi umani, per capire qual è la quintessenza della nostra umanità, che emerge sempre nel confronto con l'altro, il diverso da noi.

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Certo, il trattamento riservato all'altro nei racconti di fantascienza non è sempre improntato all'accoglienza e all'integrazione. Molti racconti rivolgono uno sguardo sull'altro decisamente ostile: l'altro, infatti, è visto come nemico, come pericolo, come minaccia o viene semplicemente svalutato (come accade nella celebre scena del bar di guerre stellari, affollato da creature ridicole e mostruose). Così tutto ciò potrebbe farci pensare che la fantascienza sia un genere tendenzialmente diseducativo.

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Tuttavia è anche vero che, dopo aver compiuto strage di alieni, dopo aver fatto implodere intere galassie, dopo aver ingaggiato una guerra senza quartiere contro robot e cyborg, inevitabilmente siamo portati a guardare con più tenerezza il compagno di banco o il vicino di casa che magari ha attraversato soltanto un oceano per raggiungere il paese in cui viviamo. E quella distanza ormai ci sembra irrilevante se paragonata a quelle che abbiamo percorso avventurandoci nei sentieri stellari della fantascienza. Insomma, la fantascienza, un po' come l'epica, serve anche per consolidare il senso di appartenenza ad una comunità che in molti casi coincide con l'intera specie umana.

Inoltre può anche accadere che, una volta terminata la lettura e tornati con i piedi sulla Terra, ci rendiamo conto che esistono molte persone che pur non essendo alieni, pur non avendo sei braccia e due teste mettono a rischio la sopravvivenza del nostro pianeta, avvelenando l'ambiente o scatenando guerre ingiuste, accaparrandosi risorse e lasciando nell'indigenza milioni di individui. Insomma, c'è la speranza che la fantascienza possa incoraggiare la consapevolezza, l’impegno civico e non un triste riflusso nel privato.

Il carattere democratico della fantascienza emerge poi dall'ampiezza e dalla varietà del pubblico che le si avvicina. Lettori di tutte le età, di ogni classe sociale e di ogni Paese, nel tempo, hanno saputo apprezzare questo genere letterario.

In conformità a questo spirito eminentemente democratico questa raccolta è dedicata ad un'ampia platea di lettori: a voi adulti che guardate gli adolescenti come se fossero degli alieni, a voi adolescenti che truccate i vostri motorini sognando di pilotare skywalker, agli insegnanti che agli occhi degli adolescenti appaiono come invasori indesiderati delle loro vite e che per di più parlano lingue incomprensibili. A tutti voi questa raccolta è dedicata. Allacciate le cinture, spegnete i cellulari e preparatevi a scoprire ciò che Zingonia ha visto e che voi umani non potreste immaginarvi. 

Prof. Giovanni Macchione

 

Da un'idea delle proff. Francesca Citrigno e Laura Cappai, la puntata pilot della prima serie dedicata ai personaggi illustri della nostra storia....to be continued..

Grazie ai bravissimi  Melissa, Hira, Federico, Matteo, Giulia, Anna.

https://youtu.be/ZopSG66G0oI

Prendiamo tre classi (2A, 2B e 2D), mostriamo loro un documentario scientifico e chiediamo: “Cosa ne avete capito?” Il risultato sarà sorprendente!
Ecco tutto quello che è accaduto nei mesi di aprile e di maggio durante le ore di scienze nelle classi 2A, 2B e 2D della scuola secondaria di primo grado.
Uno dei traguardi delle competenze previsti dal Piano dell'Offerta Formativa adottato dal nostro istituto prevede che ogni alunno sia consapevole del ruolo della comunità umana sulla Terra, del carattere finito delle risorse, nonché dell’ineguaglianza dell’accesso a esse, e adotti perciò modi di vita ecologicamente responsabili.

Per tale ragione in classe abbiamo visto un documentario che affrontava un tema ecologicamente cruciale ai giorni nostri, quale quello dello scioglimento dei ghiacciai, effetto questo, dell'aumento considerevole nell'atmosfera dei gas serra, ed in primis, dell'anidride carbonica prodotta dall'uomo. Questo documentario è stato il pretesto per discutere insieme in classe in merito a quali siano i modelli comportamentali da introdurre nel nostro quotidiano per permettere una diminuzione dell'accumulo di anidride carbonica nell'atmosfera terrestre. Al termine però di questa discussione ci siamo chiesti se qualcuno di noi avesse mai visto di persona un ghiacciaio e la sua struttura.

Ovviamente no!

A Zingonia non esistono ghiacciai, ed allora abbiamo deciso di provare a costruire noi dei ghiacciai, prodotti con l'utilizzo di materiale riciclabile (plastica, legno, carta, cartone, cotone, terra…).

Suddivisi a gruppi di tre-quattro alunni, ogni gruppo ha provato a costruire un modello di ghiacciaio provvisto di tutte le parti che lo contraddistinguono, ossia la zona di accrescimento, la zona di ablazione, i crepacci e le morene.

MODELLO GHIACCIAIO 1  MODELLO GHIACCIAIO2  MODELLO GHIACCIAIO3  MODELLO GHIACCIAIO 4

Ne sono risultati dei lavori molto interessanti che abbiamo deciso di mettere in mostra nell'atrio della scuola secondaria.
Se perciò volete vedere questi modelli, fate un salto nell'atrio della scuola, vi aspettiamo!

Andrea Guerini